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Ultimo giorno di scuola che non ti aspetti, accade a Biella

Ragazzi che inneggiano il fascismo, puniti ad hoc

Già quando inizia maggio, un ragazzo che frequenta la scuola proietta la mente ad una sola cosa: la scuola è agli sgoccioli, la vacanza si avvicina. Un ragazzo su due ragiona così, specialmente i maschi. Una botta in fronte la scuola da sempre e chi lo nega, mente a sé stesso prima e poi agli altri. La ragazza da qualche tempo a questa parte pure, ma se bilanciamo il tutto, c’è una maggioranza piuttosto corposa di sesso maschile. La scuola per antonomasia non piace: svegliarsi presto, stare in classe per circa cinque/sei ore, ascoltare i docenti, i compiti in classe, interrogazioni. Il tutto non induce a frequentarla, eccezion fatta per qualcuno; mai tutta un’erba un fascio.

Shock in provincia di Biella, fuori scuola s’intona il fascismo

Quello che non ti aspetti davvero in un ultimo giorno di scuola: un gruppo di ragazzi intona “faccetta nera” e ricorda il duce. Un evento che ha destabilizzato l’ambiente circostante e subito è stato segnalato alla preside della scuola. Quest’ultima ha radunato questi ragazzi e ha intimato a loro di scusarsi davanti a tutti, per il triste spettacolo esibito. La preside ha ugualmente precisato che la scuola è esente da episodi simili, al punto che sono stati isolati dagli stessi coetanei dei ragazzi e che la medesima scuola non insegna questi valori. Valori che conducono a nulla di buono e se nel 2023 ci tocca narrare queste notizie, interroghiamoci perché c’è da riflettere.

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