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Olbia: Fabrizio Pinna e Kira volano ai mondiali di Paragility

Al via i mondiali IMCA PAWC a Hellendoorn in Olanda. 5 binomi sardi impegnati a mantenere alto il tricolore

Olbia è in gran fermento oggi per l’emozionante partenza di Fabrizio Pinna e la sua Kira, alla volta di Hellendoor, Olanda. Infatti dopo il fermo imposto dall’emergenza sanitaria mondiale, si tornano a disputare i tanto attesi mondiali di Paragility, dove l’atleta olbiese darà il meglio di se, fino all’ultimo centesimo di secondo.

La disciplina sportiva del Paragility ornai appassiona migliaia di atleti in tutto il mondo. Sarà questa una bellissima occasione, per poter ammirare ancora una volta in azione il binomio atleta-cane. Le coppie partecipanti dovranno misurarsi su di un percorso ad ostacoli, dove l’affiatamento, l’empatia e il duro allenamento faranno ancora una volta la differenza, trai vari campioni.

Fabrizio e Kira tra i sardi che difenderanno i colori dell’Italia

In questo prestigioso appuntamento sportivo, l’olbiese Fabrizio Pinna e Kira, non saranno soli a tenere alto il tricolore. La Sardegna schiera nel Paragility anche Lorenzo Biosa, Mafalda Prisco, Risa Mura e Fabio Frau. Insomma, ancora una volta la bandiera dei 4 mori verrà sventolata sugli spalti olandesi.

Qualcosa di più sul paragility

E’ bene notare che nelle competizioni ad ogni livello di paragility troviamo la partecipazione di cani di ogni razza. Questi vengono adeguatamente addestrati, e li vediamo gareggiare in binomio con atleti portatori di handicap, di ogni età.

Tutto ciò è molto emozionante sia per gli atleti in gara, che per il pubblico che si appassionerà alla competizione mondiale Infatti la particolarità di questa disciplina sportiva, risiede nel fatto che a guidare il cane sia un atleta affetto da una forma di disabilità fisica.  I percorsi di gara sono stati adattati alle particolari esigenze del conduttore. Ecco quindi che nel caso questi sia in grado di muoversi velocemente, anche con l’ausilio di una carrozzina, sarà considerato il tempo a fine gara.

Nel caso in cui vi siano delle difficoltà motorie da parte dell’atleta, il tempo occorso per il completamento del circuito, non sarà preso in considerazione, al fine di determinare il punteggio finale.

La disciplina sportiva del Paragility si sta diffondendo alla pari della pet therapy. I vantaggi di chi la pratica si vanno arricchendo con ulteriori benefici, per gli atleti. E’ bene sottolineare che in questo caso si andrà a creare un legame molto più intuitivo e profondo tra l’atleta e il cane. Nelle competizioni la coppia atleta-cane, dovrà infatti muoversi come se fossero una sola cosa. Si vanno a sviluppare delle intese tra atleta e cane, in cui basta uno scambio di sguardi tra loro, per trovare la giusta sincronizzazione d’azione.

Tutto ciò sarà sicuramente a vantaggio di una stimolazione maggiore per l’attività fisica, e per un conseguente miglioramento nella coordinazione dei movimenti per l’uomo. Da non trascurare poi che tale disciplina costringe i binomi a trascorrere molto tempo all’aria aperta. Anche la componente del divertimento è molto forte, unita poi alla facilità di socializzare tra i vari partecipanti a questo sport.

A livello psichico ecco che gli atleti iniziano a manifestare una crescente sicurezza e autostima, tanto che i partecipanti saranno sempre più spronati ad impegnarsi al massimo delle loro possibilità, al fine del raggiungimento di nuovi traguardi. Un buon piazzamento in classifica sarà il giusto volano verso un sostanziale miglioramento della qualità di vita, degli atleti affetti da forme di disabilità.

Da anni ormai si tengono in uno dei paesi partecipanti gli Paragility World Cup (PAWC). L’evento mondiale è organizzato da un Comitato composto dai rappresentanti di Olanda, Italia, Ungheria, Austria Repubblica Ceca, e Spagna. Ad ogni edizione si registra un crescendo di partecipanti di molti altri paesi d’Europa e del mondo intero, arrivando a circa trecento concorrenti.

Chi è Fabrizio Pinna

Incontriamo l’olbiese Fabrizio Pinna, nei giorni che precedono la partenza alla volta dei Paragility World Cup. Con il suo inconfondibile sorriso inizia raccontarsi: “Ho 25 anni, sono olbiese e all’età di 6 ho iniziato ad avere problemi di equilibrio. Subito sono iniziati i controlli, ma solo dopo 12 anni di ricerche siamo giunti a una diagnosi: sono affetto dalla sindrome di Perrault, con doppia mutazione genetica”.

“Circa 10 anni fa ho espresso il desiderio di avere un cane tutto mio, – prosegue nel suo racconto Fabrizio Pinna -, e così dopo circa 6 mesi di addestramento è arrivata Kira. Lei è il mio cane d’assistenza, che proviene da un canile di Roma, dove è stata anche adeguatamente addestrata”.

Dopo aver visto esaurirsi il suo desiderio di possedere un cane, Fabrizio è entrato in contatto con un centro cinofilo di Olbia. Qui è stato amore a prima vista con l’Agility dog, uno sport cinofilo.

Da questa sua grande passione, ne sono scaturiti ben presto riconoscimenti importanti: “La medaglia più importante è arrivata nel 2019, in Spagna a Silla, dove con Kira ci siamo classificati 3° al mondo nella nostra categoria”. Con queste parole Fabrizio non può fare a meno di rammentare i suoi primi importanti traguardi sportivi.

Fabrizio, Kira e il mondo del Paragility

La simpatia di Fabrizio è ornai cosa nota nell’ambito sportivo-cinofilo. La presenza sua e di Kira non passa mai inosservata. Viene quindi spontaneo chiedere a lui qualche prezioso suggerimento, nel caso ci si volesse accostare al Paragility: “Ci sarebbero un sacco di consigli da poter dare, ma la cosa principale per cui consiglierei la Paragility è per il fatto di poter praticare uno sport che da tanti benefici, sia a livello fisico che psicologico. Basti pensare tutti i benefici che la vicinanza di un cane o un animale in generale può dare all’uomo”.

Fabrizio Pinna prosegue poi ponendo l’accento che “A differenza di altri sport non c’è una preparazione specifica per l’Agility o la Paragility. Si cresce semplicemente insieme al proprio cane”.

La giovane vita di Fabrizio non è stata sempre facile. L’atleta olbiese ha dovuto affrontare anche periodi che lo hanno messo a dura prova: “Come ho già detto prima il momento più brutto della mia vita è stato all’età di 6 anni. E’ stato proprio allora che ho dovuto accettare una sedia a rotelle”.

La sua seconda vita

Ma quasi a voler essere di contrappeso ai momenti più difficili, ecco che Fabrizio ci racconta: “Le più grandi emozioni sono giunte il giorno che è arrivata la mia Kira. Proprio da quel momento pian piano è iniziata la mia seconda vita”.

Questa nuova forza consente a Fabrizio di poter affrontare la sua più bella sfida: “Puntando su me stesso sono riuscito a vincere una grande battaglia, riuscendomi ad alzare dalla carrozzina. Per questa vittoria debbo dire grazie anche a Kira e allo sport”. Lo sport è stato sempre un grande amore per Fabrizio Pinna, e giocare a calcio è stato un sogno che all’età di 6 anni, purtroppo si è bruscamente spezzato. Le rivincite però sono arrivate lungo questo nuovo percorso sportivo, portando medaglie, e soddisfazioni.

“Oggi il mio sogno è quello di riuscire ad aprire il primo campo di Paragility in Sardegna – ci dice Fabrizio con il suo immancabile sorriso contagioso -. Vorrei coinvolgere quanti più ragazzi possibili, andando ad intraprendere questa nuova emozionante avventura”.

L’avventura dei mondiali in Olanda 2023

E’ iniziato il conto alla rovescia per Fabrizio Pinna e la sua Kira. Quest’anno dal 30 agosto al 3 settembre si disputeranno i mondiali IMCA PAWC in Olanda, precisamente a Hellendoorn.

L’entusiasmo è alle stelle, e l’emozione è davvero evidente, in questa manciata di ore che precedono la gara. “Noi della PAWC (Paragility) non siamo sottoposti a selezione da parte della Nazionale, semplicemente mandiamo tutta la documentazione con tre video di gara a una commissione direttamente del mondiale. – Ci racconta con la voce rotta dall’emozione,  Fabrizio, – a quel punto se veniamo accettati facciamo parte a tutti gli effetti della Nazionale di appartenenza. Non essendo sottoposti a selezione facciamo parte della Nazionale finché il cane lo permette. Non saremo gli unici sardi a partecipare, saremo 5 binomi della PAWC e 1 dell’IMCA”.

Poi riprende Fabrizio: “Sono molto emozionato per la partenza e carico per affrontare questi giorni di gara. Probabilmente sarà l’ultimo mondiale di Kira, visto che ha 9 anni e bisognerà decidere in base a come andrà. Ci godremo a pieno ogni momento di questa esperienza. Anche per questo motivo, per me e Kira, questo mondiale avrà un significato speciale”.

Per tutti noi che seguiremo Fabrizio Pinna e i nostri connazionali impegnati nelle gare olandesi, sarà un nuovo mondiale emozionante. A supporto di Fabrizio è stato creato un comitato (www.Profabrizio.eu), che convoglia tutti gli sforzi e il grande amore che sostiene sempre nelle sue imprese, il giovane atleta olbiese.

Tutti pronti a fare il tifo per Fabrizio Pinna e Kira?

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