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Mafalda Prisco: con i suoi cani onora i colori dell’Italia

A rappresentare l’Italia ai mondiali di Paragility dog IMCA PAWC a Hellendoorn in Olanda c'è stata anche lei, per rincorrere un sogno

Mafalda Prisco quest’anno ha rappresentato l’Italia ai mondiali di Paragility dog IMCA PAWC a Hellendoorn, in Olanda. Sono stati questi giorni intensi di emozioni, dove gli atleti partecipanti hanno dovuto tirare fuori tutta la grinta, e la passione per questa disciplina.

I mesi che hanno preceduto l’appuntamento olandese sono stati per tutti carichi di lavoro, impegno, e tanti sacrifici Alle spalle questi straordinari binomi formati da atleta e cane, c’è sempre un lungo lavoro, messo a punto nel corso dei raduni che si sono tenuti in numerosi weekend. I compagni di squadra e il team, hanno lavorato duramente per infondere quel pizzico di sicurezza e di coraggio necessari, ad affrontare l’importante appuntamento con i Mondiali di Olanda, 2023.

I risultati non si sono fatti attendere e l’Italia è tornata a casa con un medagliere, di tutto rispetto, di cui presto parleremo nel dettaglio. La squadra del Tricolore vede tra i protagonisti anche Mafalda Prisco, con i suoi amati cani. Scopriamo di più su questa straordinaria donna, e atleta mondiale.

Mafalda Prisco: cuore di Napoli in terra sarda

Negli ultimi giorni tutti noi abbiamo potuto seguire con il fiato sospeso e il cuore impazzito, le imprese sportive degli atleti italiani, che hanno preso parte all’ultima edizione dei Mondiali Paragility dog IMCA PAWC a Hellendoorn, in Olanda.

A scendere in campo per tenere alto l’onore dei colori nazionali, tra gli altri era presente anche Mafalda Patrizia, in coppia con il suo Pablo. Quando l’abbiamo incontrata, ci si è imbattuti in un cuore napoletano, una solarità tutta partenopea, ormai perfettamente integrata in terra sarda: “Sono nata Ottaviano, (Napoli) ma ormai sono residente da tantissimi anni in Sardegna nella città di Sassari.”

Mafalda è una splendida mamma di tre figli, due femmine e un maschio, nonché nonna di due bellissime bambine. “Sono stata sempre una sportiva, e praticavo tutti gli sport che mi permettevano di stare a contatto con la natura”. Così ci racconta con i suoi meravigliosi sorrisi contagiosi, l’atleta, proseguendo la storia della sua vita.

Nuovo capitolo della vita, che tutto stravolge

Mafalda Patrizia Prisco non poteva di certo prevedere che si sarebbe profilato per lei, un nuovo percorso di vita, decisamente in salita “All’età di 34 anni subisco un’intossicazione da topicidi e peretroidi sul luogo di lavoro, e vengo ricoverata per diversi giorni in tisiologia sotto ossigeno. Successivamente ho vissuto anche la brutta esperienza dell’isolamento nel nosocomio di Sassari, per poi essere trasferita al Luigi Gonzaga a Orbassano. La mia dimissione è stata accompagnata dall’inattesa diagnosi: BPCO  – cronica con micronodlia bilaterale e grave iperreattività bronchiale. A tutto ciò sono state associate anche le crisi respiratorie, che mi hanno portato ad utilizzare l’ossigenoterapia, e ad assumere cortisonici e broncodilatatori”.

A seguito di questa situazione quasi inevitabilmente, giunge per Mafalda Patrizia uno dei periodi della sua vita più bui: “Mi sono sentita scaraventata in una depressione tale, tanto da arrivare perfino a pensare di farla finita. Non ero più in grado di fare nulla. Ogni singola azione si tramutava in uno sforzo fisico sovraumano. Avevo dovuto rinunciare anche alle lunghe passeggiate, che mi avrebbero fatto rischiare una vera e propria crisi respiratoria. Dopo qualche tempo è sopraggiunta anche l‘artrite reumatoide e psoriasica deformante, oltre alla sclerosi ossea”.

Mafalda Prisco incontra l’agility con Kent

Alla luce di quanto stesse attraversando a livello fisico, ecco che lo stato psicologico stava iniziando a mostrare preoccupanti falle. “Non avevo più voglia di uscire e soprattutto di vivere, perché mi sentivo ormai,  un peso troppo grande per la mia famiglia”. Poi ecco arrivare la svolta: “Un giorno per puro caso mi imbatto in una coppia di ragazzi che avevano avuto una cucciolata in casa. Mi sono innamorata perdutamente di un cucciolo di pitbull, senza mostrare loro alcuna intenzione di prendermene cura.  Ma quei ragazzi avranno percepito qualcosa in quel mio trasporto per l’animale. Senza pensarci troppo a lungo, me lo hanno donato, quasi a costringermi a prendermene cura. Con il piccolo Kent ho assunto l’obbligo di curarlo, di portarlo a spasso e quindi di dover uscire da casa”.

Essendo Mafalda Patrizia poco conoscitrice del mondo cinofilo, per muoversi nell’educazione del cucciolo di pitbull, si è rivolta ad un educatore specializzato. Qui è entrata in contatto con alcuni atleti di Agility, ed è scattata in lei una nuova passione.

Malgrado la sofferenza fisica dovuta alle sue pesanti patologie, Mafalda si appassiona ben presto alla nuova disciplina sportiva. La sua vita ha prende una nuova velocità, e grazie all’amore del piccolo Kent, anche lo sport ha ripreso a fare parte delle giornate di Mafalda.

Cresce la voglia di muoversi, e la famiglia si ingrandisce

Con il crescere della passione sportiva, cresce anche il numero dei componenti, in famiglia Prisco. A tre anni di distanza dall’arrivo di Kent (pitbull), ecco arrivare Pablo un cucciolo di Amstaff. “Essendo due maschi di razza pittbull ho iniziato a lavorare ogni nano secondo alla socializzazione. Oggi che sono diventati praticamente inseparabili con un ottimo equilibrio caratteriale, sono consapevole di essere riuscita a compiere davvero un grande lavoro”. Mentre pronuncia queste parole Mafalda ha gli occhi lucidi, che fanno ben capire quanto lavoro, quanta passione e quanta fatica siano stati necessari, per poter giungere ai risultati di oggi. Il determinante ruolo dei cani nella sua vita, è evidente agli occhi di tutti.

Risultati e trofei sono giunti inevitabilmente, anche nel Paragility dog. Riconoscimenti sportivi che le hanno dato la forza di non abbandonare mail suo sorriso, e la sua innata gioia di vivere, che ad ogni competizione  coinvolge anche i suoi compagni di squadra: “Devo dire che non ho una medaglia più importante di un’altra in quanto ogni volta che entro in un campo di Agility e riesco a portare a termine il percorso di gara, per me è la vittoria più bella. Indifferentemente dal podio su cui salgo, il mio cuore e la mia passione, vincono sempre”.

Un consiglio per vivere con leggerezza gli ostacoli della vita

Chi meglio di Mafalda Patrizia Prisco è in grado di poter suggerire un ottimo consiglio, a chi volesse avvicinarsi alla Paragility Dog: “A tutti gli appassionati di questo sport posso solo dire che con un amico a quattro zampe, tutto diventa più leggero”. C’è da crederle, tenendo conto della grande forza d’animo con cui l’atleta è riuscita ad affrontare “il periodo più difficile della mia vita, che va dal 4 Settembre 2004 (inizio del mio calvario quando entravo e uscivo dagli ospedali con crisi respiratorie, morendo ogni giorno nell’anima), a dicembre 2015 con l’arrivo di Kent nel mio cuore.”.

I cani sono divenuti per lei la una nuova forza interiore, tanto che “ il mio sogno nel cassetto oggi,  è quello di poter stare sempre di più con i pelosetti, e di riuscire trasmettere positività e forza a chi pensa di non potercela fare”.

Tra i regali più belli della sua seconda vita Mafalda Patrizia non può fare a meno di mettere in nota “tutte le emozioni che mi trasmettono i miei cani ogni nano secondo, e soprattutto la complicità che abbiamo in ogni gara, e in ogni fase dell’allenamento”.

Un gancio dal cielo: Kent e Paco, ma non solo

Nella vita di Mafalda Patrizia Prisco, convivono tanti universi paralleli, che si tengono insieme grazie alla passione per la vita, e all’amore. Il riuscire a tirare fuori quella grande forza interiore che spesso è innata nelle donne, le ha permesso di vivere una seconda vita, malgrado le sue patologie invalidanti.

Le è servito un gancio dal cielo, che si è manifestato con un primo angelo con la coda, e poi con il secondo. Ma di certo la sua vita oltre alle soddisfazioni giunte con lo sport in binomio con i suoi cani, le ha regalato anche altro: “ Una delle emozioni indescrivibili è stata la nascita della mia prima nipotina che oggi ha 12 anni”, ci racconta l’atleta, sfoderando uno dei suoi più bei sorrisi.

Certo la nuova vita di Mafalda qualcosa l’ha dovuta lasciare per strada: “Mi sono dovuta arrendere a malincuore a tante cose. Non posso più fare ad esempio una corsa su lunga distanza, o una nuotata fino a farmi mancare il fiato come una volta. Ho dovuto archiviare i lanci con il paracadute, ma tutto ciò ormai con una rinnovata serenità, farà parte del mio passato”.

C’è però qualcosa a cui “la donna che vince con i cani”, non si arrende: “C’è una cosa che non riesco ad accettare. Non mi arrendo a dover provare ogni giorno la mia più grande delusione. Quella di notare persone che non sono affatto empatiche, con i più deboli”.

La forza interiore delle donne e la profonda affinità con i cani anche stavolta sono i protagonisti di una vita che non si arrende, e che si regala una seconda meravigliosa chance, grazie allo sport.

Forza Mafalda Patrizia Prisco, continua a regalarci grandi emozioni, dentro e fuori i campi di gara!

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