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Christian Plotegher il barbiere dei bambini autistici, Rachele Spolaor la ragazza che ha salvato una vita

Onorificenze al merito consegnate dal presidente Mattarella

Cinque i nomi, tra Veneto, Friuli VG e Trentino AA, nella lista dei nuovi titoli OMRI (onorificenze al merito della Repubblica italiana), assegnati dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E vale la pena conoscere queste storie.

Domiziana Avanzini, 48 anni (Trieste), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per la sua preziosa opera di assistenza e supporto ai malati nelle strutture ospedaliere”.

Romana di nascita ma triestina di adozione, dove si è trasferita per studiare all’Università lettere moderne; dopo la laurea si occupa di progetti socioculturali, artistici, cooperativistici. Nel 2000, coinvolta da un’amica, si avvicina all’Avo – Associazione Volontari Ospedalieri – e comincia a prestare servizio volontario presso il reparto di Ortopedia.

Negli anni è diventata, dapprima responsabile dei volontari nel reparto Ortopedia e, successivamente, nel marzo 2009, è stata eletta Presidente della rappresentanza dell’Avo triestina. Fondata nel 1979, è stata una delle prime associazioni di volontari ospedalieri in Italia. Oggi conta più di 150 soci e volontari che, dopo un periodo di formazione teorica e pratica, prestano assistenza ai degenti, soprattutto nelle ore dei pasti, nei reparti dell’Ospedale Maggiore e di Cattinara al fine di contribuire a “umanizzare” l’ambiente ospedaliero.

Carolina Benetti, 89 anni, di San Giovanni Lupatoto, in provincia di Verona, nel 1983 perde il primogenito in un incidente stradale. Per lei e per il marito Carlo, resta la preoccupazione del futuro del secondogenito Stefano, disabile a causa di una sofferenza neonatale.
Nel 1984, Carlo fonda, insieme ad altre famiglie con figli ‘speciali’, un’associazione in cui anche Carolina sarà molto attiva. Venti anni dopo si impegnano in un nuovo percorso associativo come fondatori di ‘Amici del Tesoro’ Onlus dedicandosi, anche in ragione dell’avanzare dell’età, al tema del ‘dopo di noi’. Nutrono il sogno di poter realizzare una casa famiglia che possa accogliere in un clima familiare il loro Stefano ed altri ragazzi. Dopo la morte del marito, al quale è rimasta legata in matrimonio per 57 anni, nel 2014, Carolina porta avanti questa missione e due anni dopo, impegnando i risparmi di una vita, dona all’Associazione una villetta a San Giovanni Lupatoto, la ‘Casa di Carlo’, per Stefano e altri giovani con disabilità. Un luogo dove promuovere una cultura dell’integrazione e che rappresenta un’occasione di incontro e conoscenza della diversità, un laboratorio in cui sviluppare potenzialità inespresse e progetti, un punto di socializzazione tra le persone disabili e la comunità.

Anna Fiscale, 32 anni, di Verona, crea nel 2013 la cooperativa sociale Quid Onlus che presiede. Ragione sociale: riciclare stoffe in eccesso, provenienti da rimanenze di grandi marchi, dando lavoro a donne svantaggiate e in generale persone con fragilità. Il principio base è trasformare “le vulnerabilità in valore aggiunto”. Grazie ai brand partner che forniscono le eccedenze, dai laboratori escono collezioni di alta qualità e a prezzi democratici. Impiega circa 100 lavoratori di molte nazionalità (per l’80% donne provenienti da categorie socialmente svantaggiate). Distribuisce le proprie collezioni in un centinaio di negozi multibrand, online e in alcuni negozi Quid. “L’impresa sociale -spiega l’amministratore delegato e cofondatore Ludovico Mantoan- non è un’esibizione di carità, ma la conferma che anteporre la persona al profitto, oggi può generare un valore nuovo”. La cooperativa è presente, con laboratori sartoriali, anche nel carcere di Montorio con un programma per i detenuti nel loro reinserimento. Nel 2014 ha vinto il premio europeo “Innovazione sociale” e nel 2018 il “Best Wwworkers 2018”, quale impresa italiana che meglio ha saputo declinare il made in Italy alle nuove tecnologie. A causa della pandemia Covid19, Quid a marzo 2020 è costretta chiudere i punti vendita, ma collaborando con altre cooperative sparse su tutta la penisola riconverte la produzione, creando prototipi di mascherina protettiva riutilizzabile in tessuto anti-microbico e anti-goccia. Nasce così Co-ver, mascherina protettiva riutilizzabile, certificata da filiera interamente Made-in-Italy.

Christian Plotegher, 45 anni, titolare di Barber Factory 1975 a Rovereto, in seguito all’incontro con Tommaso, un bambino autistico di 2 anni, e sua madre, Barbara, ha ideato “l’ora della quiete”: un tempo dedicato a tagliare i capelli ai bambini autistici in un ambiente sereno e confortevole, poco rumoroso e non affollato, che li metta al riparo da fonti di stress e quindi rischi di crisi. Più di recente ha anche deciso di farsi promotore di un nuovo progetto e recarsi a tagliare i capelli direttamente nelle strutture che si occupano di autismo o a domicilio.

Rachele Spolaor, 25 anni, è il Cavaliere della Medaglia al Merito della Repubblica Italiana: “Per coraggio e altruismo, a proprio rischio, è venuta in soccorso di un uomo che si è buttato addosso podio della stazione di Mestre “. Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Venezia, lavora come grafica in un’azienda del Trevigiano. Il 10 dicembre, mentre era alla stazione di Mestre-Ospedale, tornando a casa dal lavoro, ha visto un uomo buttarsi dai binari ed è corsa a salvarlo. Nonostante l’arrivo di un treno, lo ha raggiunto sui binari e ha cercato di limitare la collisione. Rachele ha subito una frattura alla tibia e il rumeno di 35 anni ha riportato gravi lesioni alla testa e alla schiena, ma non è in pericolo di vita. Così Rachele ha osservato: ‘Ho agito istintivamente, mi sono sentita responsabile di quella vita. Non so se il treno sarebbe arrivato in quel momento. Non penso a niente, faccio solo quello che chiunque avrebbe potuto fare. “

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