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Piano Nazionale d’Azione: il contrasto alla tratta di esseri umani

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo Piano Nazionale d'Azione (PNA) presentato dal Ministero delle Pari Opportunità.

Il Consiglio dei Ministri, lo scorso ottobre, ha approvato il nuovo Piano Nazionale d’Azione (PNA) 2022 – 2025 presentato dal Ministero delle Pari Opportunità, coadiuvato dal Ministero degli Interni e gli altri dicasteri coinvolti, riguardante le misure finalizzate al contrasto della tratta di esseri umani e sui fenomeni ad esso collegati.

Le misure previste dal piano integrano e supportano quelle già adottate ed oggetto di particolare attenzione in questi anni da parte del Governo e delle istituzioni: violenza di genere, sfruttamento del lavoro minorile e caporalato. Le suddette andranno ad inserirsi nella più ampia strategia di cooperazione con gli Stati Membri UE prevista dalla Convenzione di Varsavia del 2005 sul tema dei diritti umani e sulla tutela dei soggetti vulnerabili.

Il piano d’azione, attuato ai sensi della Direttiva 2011/36/UE recepita dal nostro ordinamento con il decreto legislativo 24/2014 e recante “strategie pluriennali di intervento per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno della tratta e del grave sfruttamento degli esseri umani, nonché azioni finalizzate alla sensibilizzazione, alla prevenzione sociale, all’emersione e all’integrazione sociale delle vittime“, si concentra su quattro punti fondamentali: protezione, persecuzione del crimine, protezione e promozione.

Il monitoraggio e la valutazione dell’operato del nostro Paese (così come gli altri Stati Membri) è affidato al GRETA (Group of Experts on Action against Trafficking in Human Beings), l’organismo internazionale appositamente istituito dalla Convenzione.

In questo frangente, il GRETA ha emesso una serie di raccomandazioni specifiche all’Italia che, nonostante i progressi fatti, deve ancora affrontare in maniera sistematica alcune criticità che riguardano soprattutto il controllo, il riconoscimento preventivo, la trasparenza e il monitoraggio valutativo, anche implementando norme che favoriscono la compartecipazione al Piano delle amministrazioni locali e di tutte le altre organizzazioni di riferimento.

“Il Piano non è solo un punto di arrivo è il risultato del grande impegno profuso da tutti coloro che hanno lavorato alla sua stesura. È anche un punto di partenza, la premessa per l’attivazione di nuove sinergie tra le istituzioni coinvolte e tra queste e i soggetti della società civile, in funzione dei nuovi e ambiziosi obiettivi fissati in tema di lotta alla tratta di esseri umani, di azione penale nei confronti di chi commette questo orrendo crimine, ma soprattutto di prevenzione e protezione delle vittime”. – Elena Bonetti, ex-Ministra delle Pari Opportunità

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Marco Faccini

Redattore web e scrittore

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