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Non è la fine del mondo

di Alessia Gazzola

★★★☆ “Quando perdiamo i nostri sogni è mille volte peggio di quando perdiamo qualcosa di reale. E’ quello il momento in cui non ci resta più niente.” Emma De Tessent, la stagista trentenne di bell’aspetto, intelligente, ma forse un po’ impacciata nel mondo reale, passo dopo passo vede svanire tutti i suoi sogni nel cassetto. Ma questa non è una storia con una fine triste, questa è la realtà. Esperienza dopo esperienza Emma cresce, capisce che alcune sue aspirazioni sono velleità e rimanere ancorate ai fatti, senza troppe aspettative a lungo termine, è l’unico modo per non illudersi e non farsi troppo male.

Emma è lo stereotipo della giovane di oggi: carina, studiosa e competente, con sani principi ma con tanta sfortuna perché non è raccomandata. E allora la collega a cui insegnava a svolgere il lavoro viene assunta a tempo indeterminato alla Fairmont (casa cinematografica) e lei viene mandata a casa. Ottiene un altro colloquio prestigioso solo perché è “amica di”. Il mondo va così, vince chi ha più conoscenze – e che spesso non è affatto competente. Emma non si arrende, continua a sognare la villa con i glicini, un principe azzurro accanto fino a quando qualcuno fa di nuovo breccia nel suo cuore e di azzurro non ha neanche gli occhi. L’unica pausa di tranquillità nel tumulto delle emozioni che l’attraversano è il periodo trascorso nel negozio di vestiti per bambini, dove viene presa come assistente. E il tempo libero che dedica alle nipoti, di cui si prende cura come fossero figlie sue. Poi però ritorna al mondo del cinema, il suo infame mondo. E in tutto questo trova un amico, qualcuno che le lascia un’eredità inaspettata.

Emma è una Cenerentola moderna, alla ricerca della propria strada, che smette di deprimersi solo nel momento in cui capisce che “Il valore della felicità è insito proprio nella caducità. Se durasse anche solo quell’attimo in più ci abitueremmo, e non sapremmo più riconoscerla. E che gran perdita sarebbe!”. E impara l’arte della rassegnazione: “Se non ho acquisito saggezza, quanto meno ho imparato l’utilissima arte della rassegnazione.”

E’ bella perché è fragile, è ancora vera e seppur porta dentro il dolore della perdita prematura del suo caro papà, Emma ha sete di vita non demorde di fronte alle difficoltà.

Non è la fine del mondo di Alessia Gazzola, pubblicato dalla casa editrice Feltrinelli, la cui protagonista ricorda Alice Allevi de L’allieva, è un libro che si legge velocemente, è appassionante, vero. E’ per chi ha voglia di leggerezza e di imparare a guardare ai sogni con concretezza.

Unica “pecca”, il finale un po’ scontato, ma controbilanciato dallo stile ironico di tutto il romanzo che non lo rende banale, e il linguaggio spesso un po’ troppo ricercato che stona…

Il messaggio finale? “La giusta è sempre quella che le dà gioia al solo pensarci.”

Eleonora Persichetti

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